Partito di Alternativa Comunista

Lotta in Alitalia, 3000 firme di lavoratori per chiedere un referendum: «nessun accordo senza il nostro consenso!»

Lotta in Alitalia, 3000 firme di lavoratori per chiedere un referendum:

«nessun accordo senza il nostro consenso!»

 

 

 

Intervista a Barbara Barella del comitato Tutti A Bordo - No al piano Ita

 

 

 

Barbara, da qualche giorno è uscito un comunicato stampa del comitato Tutti A Bordo - No al piano Ita che dava notizia di un traguardo importante rispetto ad una raccolta firme, ce ne puoi parlare?

Parliamo di una raccolta firme che ha coinvolto tutte le categorie della compagnia, con l'obiettivo di chiedere alle organizzazioni sindacali che qualsiasi accordo relativo al futuro occupazionale e salariale di tutti noi sia preventivamente sottoposto al nostro consenso.
La raccolta firme è iniziata durante una manifestazione al Ministero delle finanze il 27 maggio per poi continuare a Fiumicino con l'allestimento di banchetti autorizzati che abbiamo dislocato nei punti più strategici del sedime aeroportuale, ovvero dove riuscivamo ad intercettare più colleghi possibili.
Contemporaneamente, diversi tra noi raccoglievano altre firme anche tra i colleghi dei propri settori di appartenenza mentre si iniziava la raccolta anche presso lo scalo di Milano Linate. Altri colleghi si sono attivati in qualche scalo periferico come Venezia, Catania e Reggio Calabria. Devo dire, tra l'altro, che i primi giorni abbiamo avuto richieste di poter firmare anche da parte di passeggeri, il che ci ha rincuorati rispetto ai tanti detrattori invece che da anni ci insultano a vario titolo. Infine, tanti colleghi ormai in pensione volevano aderire ma purtroppo non era possibile poiché il referendum che chiederemo contempla solo i lavoratori e le lavoratrici in forza.
A questo primo obiettivo, le 3000 firme e cioè il 30% dell'organico Alitalia, percentuale minima richiesta in tali occasioni, seguirà l'invio delle lettere di richiesta del referendum alle varie organizzazioni sindacali e, per conoscenza, ai ministeri competenti.

Come Alternativa Comunista seguiamo e sosteniamo da sempre la lotta Alitalia e crediamo che si possa definire unica e fondamentale l'esperienza del comitato Tutti a Bordo - No al piano Ita. Ci puoi spiegare da dove è nata la necessità di organizzarsi indipendentemente e quali obiettivi vi siete posti?

A fine maggio un gruppo di lavoratori e lavoratrici, degli habitué della piazza, provenienti da diversi settori aziendali e appartenenti o meno a diverse sigle sindacali, ha deciso di incontrarsi al di fuori delle tante manifestazioni e ragionare sul da farsi, vista anche la storica disgregazione sindacale. Scendere in piazza non era più sufficiente e abbiamo sentito la necessità di passare all’azione senza opportunismi ed interessi vari, quella che manca da tempo a chi ci dovrebbe rappresentare.
Abbiamo così dato vita al Comitato Tutti a Bordo – No al piano ITA, un gruppo assolutamente trasversale, democratico e indipendente che vuole creare consapevolezza e motivazione anche tra i colleghi più assenti e dubbiosi. La prima azione è stata quella di organizzare questa raccolta firme con lo scopo chiedere il referendum affinché si possa intervenire sulle decisioni che andranno sul tavolo delle trattative.

Ci sembra di capire che anche nel comitato ci sia una forte presenza di donne che ci sono dimostrate importanti avanguardie in tutta la lotta Alitalia. Anche tu credi che sia importante valorizzare il loro ruolo come soggetti doppiamente oppressi nella società e nel lavoro?

Quello che personalmente mi ha dato ancora più forza in questo periodo è stata proprio la massiccia presenza di tante colleghe, sia nelle piazze che nel Comitato. Donne molto determinate, sempre in prima linea e pronte a spendersi rispetto ai diversi impegni che l’attività del Comitato richiede, dalle più «formali» a quelle di carattere più pratico, conciliando turni di lavoro e impegni familiari. Ma non dico nulla di nuovo, dal momento che questo è molto spesso lo scenario abituale nel quale ogni donna lavoratrice si deve muovere. Personalmente credo che il modo migliore per valorizzare il nostro ruolo multitasking, sia quello di perseguire l’autodeterminazione, scegliendo in autonomia uno o più ruoli, con consapevolezza e motivazione. Certo, nel mondo del lavoro le scelte sono sempre più coatte e penalizzanti ma l’abito mentale deve sempre essere quello dell’indipendenza e della consapevolezza. Questo è il valore più grande.

Il comitato Tutti A Bordo - No al piano Ita, è molto attivo nel tentativo di unire le lotte che si moltiplicheranno sempre di più dopo lo sblocco dei licenziamenti. Pensi che sia importante unire le lotte oltre l'appartenenza sindacale e settoriale?

La convinzione di questa iniziativa, del tutto nuova nel nostro contesto lavorativo, ci è venuta anche dalla forza di altre realtà in grave crisi che ci hanno sostenuto in diverse manifestazioni. Gli scenari drammatici ai quali stiamo assistendo in questi giorni ci convincono sempre di più di quanto l’unità di intenti tra lavoratori sia fondamentale per dare forza ad azioni e idee anche quando le motivazioni sembrano vacillare.
Noi ci stiamo muovendo contro la scelleratezza di un piano fallimentare che l’Europa e Draghi stanno cercando di imporre ai danni della nostra compagnia di bandiera. Si prospetta un disastro industriale e sociale che va ad aumentare le fila della mattanza di migliaia di lavoratori licenziati cui stiamo assistendo in queste settimane dopo lo sblocco dei licenziamenti.
Alla luce di tutto questo, siamo convinti che sia indispensabile solidarizzare con gli altri lavoratori dal momento che qui non ci sono in gioco solo le singole vertenze aziendali ma il futuro del lavoro in Italia. Noi non molleremo perché lo dobbiamo soprattutto ai nostri figli che, diversamente, si troveranno in un Paese fatto solo di macerie.
Nel ringraziare Barbara e tutte le lavoratrici e i lavoratori Alitalia e del Comitato Tutti A Bordo - No al piano Ita - vi invitiamo a leggere i vari articoli ed interviste sul nostro sito e sul nostro giornale (Progetto Comunista) con cui stiamo sostenendo e accompagnando una delle lotte più importanti dell’ultimo periodo in Italia. Una lotta a difesa di una grande azienda che Ue, governi e determinanti direzioni sindacali vorrebbero cancellare dalla storia e con essa i suoi lavoratori. Saremo sempre al fianco di questa lotta per una Alitalia unica, pubblica e sotto il controllo dei lavoratori.

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