Partito di Alternativa Comunista

ANCORA UNA VOLTA, IN DIFESA DI UN FRONTE CLASSISTA E SOCIALISTA

ANCORA UNA VOLTA, IN DIFESA DI UN FRONTE CLASSISTA E SOCIALISTA  

Il momento politico giustifica l'importanza dell'unità della sinistra intorno ad un programma socialista e classista, per combattere la falsa polarizzazione fra il governo Lula e l'opposizione di destra. Il Pstu ha proposto da tempo un fronte al Psol e al Pcb (1). Oggi, attraverso la precandidatura di Zé Maria, continua con questa proposta.
Il governo Lula continua ad avere un peso maggioritario fra i lavoratori. È probabile che giunga alla fine del secondo mandato con una popolarità uguale o superiore rispetto all'inizio del governo.
Si tratta di un risultato ottenuto da un governo che riceve ogni possibile dimostrazione di appoggio dell'imperialismo. Lula ha ottenuto un premio dalla regina di Inghilterra, è l'uomo di fiducia di Barack Obama e, per la prima volta, il Brasile ospiterà le Olimpiadi e la Coppa del Mondo. I governi imperialisti hanno buoni motivi per questo. Il presidente mantiene un'occupazione ad Haiti al servizio dell'imperialismo e convince i lavoratori brasiliani che essa è "umanitaria". Prosegue nell'applicazione dello stesso modello neoliberale di Fernando Henrique Cardoso ed è visto come un alleato dalla maggioranza del proletariato.
L'opposizione di destra è in difficoltà perché il suo programma viene applicato dal presidente. Josè Serra non ha ancora accettato la candidatura perché teme una pesante sconfitta, nonostante Lula non possa più ricandidarsi e benché, nei sondaggi, egli non sia molto distante da Dilma Rousseuff (2). Ma il "tucano" (3) finirà per essere candidato e ci sarà, ancora una volta, una falsa polarizzazione fra due programmi simili, fra due blocchi borghesi che si contendono il controllo dell'apparato dello Stato per proseguire nell'applicazione del piano neoliberale.
La situazione elettorale si è fatta più complicata con la presentazione della candidatura di Marina Silva, che consapevolmente tenterà di occupare lo spazio di una "terza via" per evitare che esso sia occupato dall'opposizione di sinistra. L'ex ministro Marina Silva andrà ad ampliare il gioco delle apparenze: si presenterà come il "nuovo", mentre non c'è molta differenza con il neoliberalismo che viene frattanto applicato.  

 

Unità nelle lotte e nelle elezioni

Ma il governo può essere affrontato. Due dimostrazioni in proposito vengono dal movimento sindacale. La prima è l'insoddisfazione sociale dimostrata negli ultimi scioperi. Ci sono state rivolte della base fra i metalmeccanici contro la direzione lulista del sindacato dell'Abc. Si sono verificati scontri dei lavoratori delle poste direttamente contro il governo quando Lula, perdendo il controllo, chiamò gli scioperanti "codardi". Nonostante i crumiri della Fup (4), i lavoratori del petrolio sono scesi in sciopero. Conlutas è stata presente in tutti questi processi e si è rafforzata. Lottare e vincere, pertanto, è possibile.
La seconda dimostrazione è stata la convocazione di un congresso di unificazione, per il prossimo mese di giugno 2010, per fondare una nuova centrale, raggruppando Conlutas, Intersindical, Mtst, Mtl, Pastorale Operaia di San Paolo e altre correnti. La necessità di unificazione per affrontare padronato e governo è prevalsa sulle differenze ed ha reso possibile un passo avanti nella riorganizzazione del movimento di massa.
Le campagne elettorali, in cui è prioritaria la presentazione di un programma per il paese, sono diverse dalle mobilitazioni. Ma è innegabile che l'opposizione di sinistra unificata sarebbe migliore per dialogare con la base dei lavoratori, la cui maggioranza crede nel governo Lula.
Non si può giustificare l'abbandono di questo fronte con il peso del governo di fronte popolare. Sappiamo che non vinceremo le elezioni. Il terreno elettorale è dominato dalla borghesia. Ciò che possiamo fare è utilizzare questo spazio per presentare il nostro programma, dialogare con i lavoratori su un'alternativa per il paese. E marcare una posizione diversa da quella del governo, che sarà importante per il futuro. Se oggi i lavoratori appoggiano Lula, un giorno faranno la loro esperienza con lui. Bisogna combinare la pazienza di accompagnare l'evoluzione concreta della coscienza dei lavoratori con l'audacia per presentare un programma socialista opposto a quello di Lula.
Questo è il motivo per cui il Pstu ha presentato la proposta di un Fronte Socialista e Classista per le elezioni del 2010. Quest'unità elettorale è ancora più importante in presenza del congresso unitario per formare una centrale sindacale. Sarebbe fondamentale marciare insieme nelle lotte e nelle elezioni.  

 

La proposta del Pstu

Essa si basa in primo luogo su un programma socialista. La crisi economica si è momentaneamente attenuata, ma tornerà con tutta la sua forza distruttiva. È necessario indicare una strada diversa per il paese. Per affrontare la falsa polarizzazione dei due blocchi borghesi non basta sbraitare contro la corruzione o difendere la caduta del tasso di interesse. Bisogna rompere con l'imperialismo ed espropriare le multinazionali e le banche, per assicurare salario, lavoro, sanità ed istruzione di qualità.
Tuttavia, le correnti maggioritarie del Psol (da un lato, l'Aps e, dall'altro, il Mes), benché in lotta fra loro, hanno un programma molto simile, che si limita al massimo a proclamare la revisione del debito, ma che non va in direzione della rottura con l'imperialismo ed il non pagamento del debito estero ed interno.
In secondo luogo, la proposta del Pstu è classista. È necessario che "la terza via" costituisca una vera alternativa dei lavoratori contro la borghesia. Ciò significa mostrare che Lula governa per la grande borghesia così come l'opposizione di destra. Significa combattere Marina Silva mostrando le relazioni del Pv (5) con settori del patronato.
Tuttavia, per questo, non si possono fare alleanze con partiti borghesi. Il Psol, a Porto Alegre, ha fatto un accordo elettorale con il Pv e ha ricevuto finanziamenti dalla Gerdau, una grande impresa. Ad Amapá, ha fatto un'alleanza con il Psb (6) della famiglia Capiberibe .
In terzo luogo, la proposta del Pstu prevedeva, per dirigere la lista, le principali espressioni del Psol e del Pstu, con Heloísa Helena a presidente e Zé Maria vice. Il Psol non ha neanche risposto a questa proposta. E, ciò che è peggio, Heloísa ha deciso di candidarsi al senato ad Alagoas, preferendo la possibilità di un seggio parlamentare alla battaglia politica nelle elezioni presidenziali.  

 

La crisi del Psol

Il Psol è in crisi, circostanza che viene ammessa nella stessa risoluzione del suo esecutivo nazionale, con cui è stata spostata la conferenza elettorale per il prossimo mese di marzo.
La crisi, essenzialmente, ha a che vedere con il rifiuto di Heloísa a candidarsi come presidente e la pressione ad appoggiare Marina Silva. Con il rifiuto di Heloísa, una parte considerevole delle correnti del Psol (come il Mes, la maggioranza del Mtl e il gruppo dei parlamentari di Rio) è a favore dell'alleanza con il Pv. Ciò sta già provocando divisioni nelle altre correnti.
La campagna per Marina viene apertamente realizzata sulla stampa dalla stessa Heloísa, che utilizza il suo accesso ai media per spingere il partito ad appoggiare "la sua amica". La stampa informa che esiste una commissione del Psol che negozia l'accordo elettorale. La base del Psol non è stata neanche consultata su questo tema. e rivendica la candidatura di Heloísa .
L'appoggio del Psol a Marina costituirebbe un notevole arretramento. L'ex ministro non rappresenta una reale opposizione di sinistra, essendo in realtà un' ulteriore alternativa della borghesia; con buone relazioni con l'imperialismo e l'opposizione di destra. Avrebbe un significato disastroso perché legittimerebbe l'occupazione dello spazio della terza via "di sinistra", come vuole il Pv.
Aldilà dall'esito dei negoziati, è possibile che, indipendentemente da ciò che deciderà la conferenza di marzo, una parte importante delle figure pubbliche del Psol, a partire da Heloísa Helena, faccia una campagna aperta o velata per Marina.  

 

La candidatura di Plínio

Plínio de Arruda Sampaio è stato lanciato come precandidato alternativo dall'ala sinistra del Psol. Plínio ha un profilo politico che tutti noi rispettiamo ed ha lanciato, all'interno del suo partito, battaglie politiche corrette contro l'evidente svolta a destra degli ultimi anni. Oggi anch'egli si pronuncia contro la candidatura di Marina Silva.
Se la conferenza di marzo approvasse una candidatura interna, esistono grandi dubbi su quale potrebbe essere il candidato del Psol. Ma nel caso in cui fosse decisa la candidatura di Plínio, egli corre il grande rischio di non essere appoggiato realmente da un partito le cui figure pubbliche più importanti andrebbero ad appoggiare l'ex ministra. Egli potrebbe esporsi ad essere solo un candidato formale, senza campagna, senza peso. Ciò è indegno per una figura come Plínio.  

 

La precandidatura Ze Maria come continuità della proposta di fronte

Dopo tutti questi mesi, con la proposta di un fronte al Psol e al Pcb senza ricevere risposta, abbiamo deciso di lanciare la precandidatura di Zé Maria e ciò per vari motivi.
In primo luogo, per il fatto che è un operaio: con la stessa origine di Lula negli scioperi dell'Abc, ma un lavoratore che ha continuato nella lotta e non si è venduto. Oggi è, senza dubbio, la maggior figura del movimento sindacale di sinistra, alla testa di Conlutas.
In secondo luogo, perché esprime un programma socialista. Al contrario di Lula e di Marina, Zé Maria propone per le elezioni un chiaro programma di lotta contro il capitale.
Ma la pre candidatura di Zé Maria non ci fa abbandonare la proposta di fronte in nessuna ipotesi. Laddove vi fosse un cambiamento nella realtà, ed il Psol decidesse di adottare un programma socialista e non fare alleanze con partiti borghesi, il nome di Zé Maria sarebbe a disposizione per concorrere alla carica di vicepresidente.
Nel caso in cui il Psol ribadisca l'appoggio a Marina, faremo un appello a tutti coloro che sono contro quest'arretramento e che appoggiano la candidatura di Zé Maria alla presidenza. In questa situazione questa candidatura sarebbe la migliore espressione di un fronte socialista e classista.
La sinistra socialista ha un'alternativa: Zé Maria presidente.  

 

(1) Partito Comunista Brasiliano.
(2) La candidata di Lula.
(3) Nomignolo di Serra.
(4) Federazione Unica dei lavoratori del Petrolio.
(5) Partito Verde.
(6) Partito Socialista Brasiliano.  

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