Partito di Alternativa Comunista

LA PRECANDIDATURA DEL PSTU E IL FRONTE CLASSISTA E SOCIALISTA

LA PRECANDIDATURA DEL PSTU E IL FRONTE CLASSISTA E SOCIALISTA

 

 

Zé Maria (precandidato del Pstu alla Presidenza della Repubblica)

 

 

Se si manterrà l’attuale scenario della lotta di classe in Brasile fino al secondo semestre, le elezioni di ottobre saranno il principale palcoscenico di scontro politico con la borghesia quest’anno. La borghesia, per il tramite di Dilma, Serra, o dei loro satelliti, come Ciro Gomes e Marina Silva, tenterà di convincere i lavoratori delle sue proposte per il paese che mantengono e approfondiscono le piaghe del nostro popolo. Oltre a partecipare e sostenere le lotte ed il processo di riorganizzazione dei lavoratori, un altro compito molto importante della sinistra comunista sarà quello di presentare, nelle elezioni, un’alternativa di classe e socialista.

Un’alternativa di classe implica, in primo luogo, fare un bilancio critico del governo Lula e, al tempo stesso, combattere le alternative della destra.
In secondo luogo, presentare ai lavoratori e a tutta la società un programma socialista per il Brasile, una soluzione per la crisi economica contrapposta a quelle presentate dai capitalisti. Da ultimo, è necessario fare della campagna un punto di appoggio per la lotta e l’organizzazione indipendente dei lavoratori. Disputare il voto dei lavoratori è anche parte della contesa politica, della lotta per la coscienza della nostra classe contro l’influenza della borghesia. E sarà un ottimo risultato se eleggeremo parlamentari che rafforzino la nostra lotta.

 

Un fronte classista e socialista

Il Pstu ritiene che il miglior modo per la sinistra comunista di realizzare questo compito è attraverso una candidatura unitaria tra il Pstu, il Psol e il Pcb. Per questo, abbiamo avanzato, a metà dell’anno scorso, la proposta di un fronte che coinvolga questi partiti. Ma per affrontare questo compito il fronte deve essere classista e socialista.
Deve essere costruito informandolo al criterio dell’indipendenza di classe, senza nessuna partecipazione di alcun settore della borghesia, dal momento che gli interessi che il fronte deve difendere sono opposti a quelli della borghesia. E ciò vale anche per il finanziamento della campagna. Non vogliamo, né possiamo, accettare finanziamenti dai padroni, poiché non c’è indipendenza politica senza indipendenza finanziaria. Alla testa di questo fronte, abbiamo proposto il nome della senatrice Heloísa Helena, poiché ciò faciliterebbe il dialogo con ampi settori dei lavoratori.

 

Negoziati con Marina

Frattanto, la direzione del Psol ha accettato la decisione della compagna Heloísa Helena di candidarsi al senato ad Alagoas, con il pretesto che bisognava assicurarle un mandato parlamentare. Successivamente, ha aperto negoziati con Marina Silva (Pv) intendendo appoggiarla.
Pur non sottovalutando l’importanza della resistenza di alcuni settori del Psol a questa decisione, bisogna riconoscere che l’accordo non è stato portato a termine solo perché Marina e il Pv hanno optato per un accordo con il Psdb a Rio de Janeiro. Una semplice lettura della nota della direzione del Psol, che sancisce la rottura del negoziato, lo conferma.
Tutto questo processo ha avuto un significato molto importante. La scelta di negoziare con Marina indica che il Psol non è affatto d’accordo con i parametri che abbiamo posto per la formazione di un fronte tra i nostri partiti. Non è d’accordo con la necessità di fare un bilancio con il governo Lula, poiché Marina costituisce non solo l’eredità di Lula, quanto addirittura quella di Fernando Henrique Cardoso; non è d’accordo con la difesa di un programma socialista, poiché il programma di Marina è lo stesso di Lula con un travestimento ambientalista; e neppure è d’accordo con il criterio dell’indipendenza di classe, a meno che non si consideri “Sarneyzinho” (1) un dirigente operaio. Una campagna a servizio delle lotte, dunque …

 

Precandidatura del Pstu

Per questa ragione, abbiamo lanciato la nostra candidatura, per continuare a difendere il fronte di sinistra, socialista e classista. Ma anche per segnalare che il Pstu non accetta una candidatura nei termini proposti dal Psol. Nella misura in cui l’ipotesi di appoggio a Marina da parte del Psol sembra essere tramontata, alcuni compagni ci domandono: e adesso si potrà fare il fronte di sinistra? Se il Psol lancerà Plínio come suo candidato, sarà più facile?
Bisogna chiarire, prima di tutto, che il Pstu non può fare un fronte con un dirigente del Psol o con una delle sue correnti. Un accordo fra partiti deve essere fatto tra i partiti. Qui sorge il primo problema. È cambiata la posizione politica del Psol rispetto ad un’alleanza con Marina? Riteniamo che i problemi politici relativi a tale questioni continuino, anche se il candidato è un altro. Siamo d’accordo nella difesa di un programma socialista contro tutte le alternative padronali, compresa Marina? Siamo d’accordo sull’indipendenza di classe? Ci saranno alleanze regionali fra il Psol, il Pv o il Psb, come nelle scorse elezioni? E il finanziamento della campagna? Siamo d’accordo che è inaccettabile il contributo della Gerdau o di qualsiasi altro padrone?
Se le posizioni del Psol non sono cambiate, non abbiamo accordo su nessun requisito fondamentale per la costituzione del fronte. Fino ad ora, ancora non abbiamo visto nessun cambiamento nel posizionamento politico del partito. Ci sarà questo mutamento? Spetta al Psol rispondere a queste domande.
ll nostro partito è ancora piccolo, ma ha una responsabilità politica di fronte alla nostra classe e ai settori del movimento di massa in cui è inserito. Continueremo i nostri sforzi nella direzione della costituzione di un fronte classista e socialista con il Psol e il Pcb, poiché sarebbe questa la migliore opzione per i lavoratori. Non ammaineremo, tuttavia, le nostre bandiere e non abbandoneremo la difesa del socialismo per, eventualmente, facilitare l’elezione di deputati e senatori. Non è di questo che ha bisogno la nostra classe.
Se non giungeremo a un accordo per la presentazione di una candidatura unica, il Pstu certamente presenterà la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica. E faremo appello a tutti i sindacati, ai movimenti popolari, alle organizzazioni giovanili, ai dirigenti ed attivisti della sinistra comunista, perché si uniscano a questa battaglia che non è solo del Pstu, ma è di tutti coloro che non hanno abbandonato la difesa della bandiera socialista.

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(1) Zequinha Sarney, uno dei leader del Partito Verde e figlio dell’ottuagenario ex Presidente della Repubblica, José Sarney, attualmente presidente del Senato federale.

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