Dopo i fatti di Modena
respingiamo razzismo,
xenofobia e repressione!

Alternativa Comunista - Sezione di Modena
Per spiegare quello che è successo sabato 16 maggio a Modena bisogna anzitutto respingere i beceri tentativi di strumentalizzazione da parte della politica borghese. La destra fascista (Forza Nuova) e la Lega fomentano una campagna xenofoba e razzista, strumentalizzando le origini straniere di chi ha compiuto quel vergognoso atto privo di qualsiasi logica: da subito hanno paventato che si potesse trattare di un «attentato» di matrice islamica (utile per convogliare il malessere sociale su un presunto «nemico esterno»). Il governo Meloni - in crisi profonda sia per le proteste di massa degli scorsi mesi sia per l’esito del referendum - cerca di minimizzare la gravità di quanto successo per vantare l’efficienza delle proprie politiche sul terreno della «sicurezza». Il Pd e la sinistra borghese, che è al governo a Modena e in Emilia Romagna, sfida la destra sullo stesso terreno: quello della «sicurezza», appunto.
Entrambi gli schieramenti considerano quanto avvenuto come un problema di «ordine pubblico», da gestire con un incremento della repressione. Su questo terreno non c’è sostanziale differenza tra governi di centrodestra e governi di centrosinistra. Lo dimostra la decisione delle istituzioni locali (a guida Pd) di vietare per un periodo le manifestazioni in centro a Modena: una misura liberticida che, nei fatti, colpirà anzitutto le mobilitazioni e le manifestazioni di chi lotta contro le ingiustizie sociali. Le piazze e le strade che il Pd intende vietare sono quelle che, nei mesi scorsi, sono state attraversate da iniziative organizzate dai comitati a sostegno della Palestina, da Nudm, dal sindacalismo combattivo, dalle realtà antifasciste e antirazziste, da chi si batte per la giustizia climatica.
Quello che è successo sabato scorso a Modena ci rimanda alla brutalità del sistema capitalistico: un sistema in crisi profonda, che genera mostri. La disoccupazione, l’assenza di prospettive per intere generazioni, l’inasprirsi delle disuguaglianze, associati all’assenza di cure psicologiche pubbliche adeguate, sono un’emergenza destinata ad aggravarsi in questo sistema economico e sociale. Se i problemi di salute mentale diventano un pericolo è anche per i tagli miliardari alla sanità, portati avanti dai governi di tutti gli schieramenti (inclusi quelli a guida Conte, col supporto di Avs).
Critichiamo anche il modo in cui i fatti di Modena sono stati affrontati dal punto di vista mediatico. Siamo vicini alle vittime, ma non possiamo non stigmatizzare le passerelle della Meloni e degli altri rappresentanti delle istituzioni: se si sono affrettati a recarsi al capezzale dei feriti è solo per assecondare, direttamente o indirettamente, il discorso razzista. Non abbiamo visto tanta attenzione mediatica ed istituzionale nei confronti della famiglia di Sako Bakari, il bracciante immigrato di pelle nera ucciso brutalmente a Taranto da un branco di italiani qualche giorno prima dei fatti di Modena. Non abbiamo visto tanta attenzione per il brutale femminicidio di Sara e Lyuba, due donne di 29 e 49 anni, uccise nelle stesse ore da un italiano in Campania (forse perché straniere, senza fissa dimora e costrette a prostituirsi per sopravvivere?).
Per evitare che fatti come quello di Modena diventino la norma, occorre attivarsi per abbattere il sistema capitalistico. Per questo servono le manifestazioni, gli scioperi, la lotta di classe: quelli che il Pd a Modena, in accordo con le destre, ha deciso di vietare.
Cacciamo il governo Meloni e tutti i governi borghesi! Costruiamo l’alternativa comunista!
























