Partito di Alternativa Comunista

Le politiche di esclusione dei due poli della borghesia

di Michele Rizzi

Votazione nominale del ddl n. 3240 Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero Legge Turco-Napolitano (in relazione alla creazione dei Cpt). Seduta del 19/11/1997 presieduta da Luciano Violante.

Rifondazione Comunista: Bertinotti Fausto Assente; Boghetta Ugo Favorevole; Bonato Francesco Favorevole; Cangemi Luca Favorevole; De Cesaris Walter Favorevole; Giordano Francesco Favorevole; Lenti Maria Favorevole; Malavenda Mara Assente; Malentacchi Giorgio Favorevole; Mantovani Ramon Favorevole; Nardini Maria Celeste Favorevole; Pisapia Giuliano Favorevole; Rossi Edo Favorevole; Santoli Emiliana Favorevole; Valpiana Tiziana Favorevole; Vendola Nichi Favorevole.

Dal "Pacchetto Treu" alla "Riforma Biagi": nuove generazioni e sfruttamento del lavoro

di Alberto Faccini

Se "l'operaio lavora sotto il controllo del capitalista e a questo appartiene il suo tempo" e "il prodotto è proprietà del capitalista, non del produttore diretto, di chi lavora", potremmo definire le nuove forme di lavoro come forme nuove per una sostanza antica.

Appello a tutti gli iscritti ai Giovani Comunisti contro la svolta di governo, per un rilancio della struttura dei Giovani Comunisti

La crisi dei Giovani Comunisti, la necessità della Conferenza nazionale

Sono passati ormai più di tre anni dall'ultima Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti: ad oggi non si sa ancora nulla di preciso circa il quando e il se verrà svolta. Le richieste che, in tal senso, sono state fatte negli organismi nazionali non hanno ancora ricevuto una risposta precisa. I precedenti ci dicono che c'è il rischio che, ancora una volta, la Conferenza venga rimandata ignorando lo Statuto: è quello che è già successo in passato, quando, nonostante le richieste che venivano da tanti iscritti, la conferenza è stata posticipata di ben 7 anni (!).

La "via crucis" di Rifondazione verso un nuovo governo Prodi. La nostra opposizione alla deriva governista, per salvare l'opposizione di classe

di Francesco Ricci e Fabiana Stefanoni

 

 Una vertenza unificante di lotta dei disoccupati

di Michele Rizzi

Da circa tre mesi è partita la campagna regionale dell'Associazione Progetto Comunista pugliese contro "la precarietà, la disoccupazione e per un reddito sociale".

Si tratta di una campagna che ci ha visti quotidianamente tra la gente, dalla partecipazioni alle feste di Liberazione ai sit-in per strada, a raccogliere firme per una petizione pubblica di forte impatto sociale che, al di là della rivendicazione puramente transitoria di un reddito sociale per i disoccupati finanziato dalla regione attraverso il taglio ai finanziamenti al padronato (un centinaio di milioni di euro che la giunta Vendola sta dirottando in direzione dei Natuzzi e degli imprenditori del tessile-calzaturiero), si pone l'obiettivo ambizioso di riunire attorno a tale vertenza il movimento dei disoccupati che è oggi più che mai frammentato e spesso lasciato alla mercé dei ricatti del padrone.

La straordinaria manifestazione del 25 ottobre ha posto l'esigenza di un cambiamento

di Francesco Fioravanti

La riforma "Moratti", con la sua natura profondamente classista e antiproletaria, s'inserisce all'interno di un processo, in corso ormai da lungo tempo, che ha come unico obiettivo lo smantellamento dei diritti acquisiti dalle classi subalterne attraverso lunghe stagioni di lotta. Essa non è né più né meno che parte di quel ciclo di controriforme - che ha avuto il suo apice negli anni '90 e di cui Prodi fu uno dei principali alfieri - funzionali a risollevare le sorti di un capitalismo italiano che incontra sempre più difficoltà nella competizione su scala mondiale.

Il giorno 28 ottobre 2005 la sede dell'Università degli Studi di Milano è stata occupata da centinaia di studenti. Vista l'importanza ed il successo di questa occupazione, abbiamo raccolto (in chiusura del nostro giornale) una intervista da Annalisa Dordoni, tra i portavoce di questa occupazione. L'occupazione, alla chiusura del giornale, è ancora in corso.


Il centrosinistra sembra aver ricomposto, almeno temporaneamente, un punto di equilibrio interno. Di fronte al rischio concreto di una dissoluzione della coalizione e soprattutto di una compromissione della sua leadership, Romano Prodi ha fatto un decisivo passo indietro: accettando la decisione della maggioranza della Margherita di presentare una propria lista alle prossime elezioni politiche, e rinunciando all'ipotesi di una propria lista (che i Ds, in quel quadro, non avrebbero potuto sostenere). In cambio di questo passo indietro Romano Prodi ha chiesto e ottenuto da tutte le forze dell'Unione una propria investitura "popolare" attraverso il ricorso alle primarie. Con un fine dichiarato: non solo rilanciare la propria immagine, alquanto appannata dal lungo trascinarsi delle dispute interne all'Ulivo, ma soprattutto ottenere una pubblica assicurazione preventiva di stabilità alla guida del governo per tutta la prossima legislatura.

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